martedì 25 settembre 2012

Pubblichiamo una serie di interviste ad alcuni degli artisti della performance "Tittivillus" raccolta al termine dell'evento:


1) Che idea ti sei fatto di Tittivillus?
2) Che tipo di tecnica hai scelto per palesare i malefici effetti del demone?
3) Per te la giornata di oggi ha avuto valore per l’arte, o è valsa solo per abbuffarti di cibo e vino?

Andrea:
1) Titivillus è un'energia sentita da molti, espressa da pochi. Perché la società ti obbliga a nascondere le tue parti vere (il bambino che c'è in te)!
2) La scelta non è stata un'arte materica di effetto quanto un'impressione per evidenziare la vita e non-vita.
3) Ha avuto valore per intuire che le persone hanno un grande potenziale che non riescono a esprimere normalmente e da questo potenziale è possibile costruire atri aspetti collegati con l'arte. (la musica di oggi è stata un veicolo per portarci a un segno pittorico).

Gianni:
1) Strano, potrebbe essere un personaggio assolutamente contemporaneo, visto che i suoi malefici sono evidentissimi oggigiorno! Chi avrà il piacere di vedere il mio lavoro si chiarirà il concetto che ho appena espresso .
2) Visto che a tutti noi è stato dato un tema sul quale ragionare ho proposto un'opera concettuale: molti degli intervenuti della giornata sono rimasti delusi per non aver visato il solito uso che faccio dei colori e la gestualità, ma penso che un lavoro come quello di oggi possa essere apprezzato anche al di là della performance live!
3)Abituati a concepire convivi a base di salumi e alcolici, il grande passo in avanti di oggi mi fa ben sperare, comunque non sono così ingrato da non ringraziare l'oste.

Sergio:
1) E’ una sfida che per una volta non riguarda l'azione dell'uomo sull'opera, ma in questo caso riguarda la dinamica del gruppo interagente (compresi i musici). è la prima volta che mi capita di vivere un'esperienza così corale, interattiva, coinvolgente e vedere al di là del tema la straordinarietà data dal feeling comune.
2)Ho scelto per la prima volta un quadro concettuale, però siccome era molto referenziale il tema, ho deciso di palesarlo attraverso questa tecnica.
3)Questa domanda è sbagliata (comunque mal posta), l'arte non può essere distinta dal momento conviviale, dall'azione sulla tela poiché soprattutto in questo frangente si palesa il contenuto dato dalle comuni azioni quotidiane fatte di cose semplici, istintive, naturali contro l'idea di un fare artificioso.

Fabio:
1) L'idea che mi sono fatto è quella di un diavoletto che aveva lo scopo di indurre i copisti del medioevo a trascrivere in maniera errata i testi antichi e religiosi in modo che il loro contenuto fosse incomprensibile o modificato. Ho pertanto interpretato il tema della giornata in questo senso: la manipolazione dell'informazione a scopi di potere, religiosi, ecc. Sono partito dal concetto che l'informazione è una cosa essenziale, perché regola il cammino che ognuno può fare a cominciare da quello che può ricevere. La religione, in tal senso, ha un peso enorme. Il mio lavoro infatti ha un titolo: "Non avrai altro Dio all'infuori di me". Ho utilizzato i peluche perché sono un simbolo fortissimo cui siamo legati anche da adulti, il messaggio è: “sei castigato, ti faccio perdere l'innocenza perché non puoi utilizzare quest’elemento come simbolo dell'Innocenza”. Sia raccogliendo i peluche tra i conoscenti e gli amici, sia nella giornata di oggi mentre li martoriavo sacrificandoli (i peluche, non gli amici),  ho visto una reazione fortissima degli adulti, non indifferenti al rito. I bambini che osservavano il lavoro non hanno invece colto il gesto perpetrato, forse per la mancanza di sovrastrutture che invece gli adulti hanno. Sono contentissimo dell'atmosfera generale che si è venuta a creata e ringrazio pubblicamente Andrea che ha avuto l'idea di realizzare questo evento.
2) Vedi sopra, non pittura, ma feticci martoriati, sacrificati, la tela è diventata un altare sacrificale.
3) L'arte  e la convivialità non possono essere disgiunte, una alimenta l'altra, senza l'una, l'altra ne perde, a me ha dato molto la seconda per la riuscita della prima, entrambe vengono bene se riescono a integrarsi al massimo.

Sara:
1): E’ rappresentato da quei soggetti che all'interno della società manomettono volontariamente l'informazione per favorire interessi particolari.
2) Olio e gessetti su tela, esperimento inedito. Ho fatto una mela avvelenata perché questa rappresenta biblicamente la conoscenza, Adamo ed Eva hanno scelto a mela, puniti perché desiderando la conoscenza, hanno voluto emanciparsi dal potere. Il rischio di chi approccia la conoscenza, è quello di sbagliare fonti e leggerne di ingannevoli.
3) Bere serve all'arte! le cazzate che si dicono sono tutte attività che fanno parte dei piaceri della vita legati al dionisiaco/demonio/caos/l'arte, (immagine demoniaca, maledetta). Sono esattamente quelle cose che rendono la vita piacevole.

Luca:
1): Il fascino e anche il timore allo stesso momento. Questo è Titivillus: la
continua e strategica volontà di modificare la realtà scritta. Gesti che creano
una difficoltà di comprensione del messaggio iniziale dato dallo scrittore di
una qualsivoglia opera, che aumenta proporzionalmente agli interventi di
tititvillus . Se noi pensiamo ai testi storici c’era già una difficoltà nella
riproduzione fatta a mano, con possibilità già elevata di errori involontari,
inoltre possono esserci errori dati dall'evoluzione della lingua. Questi 2
elementi già da soli portano alla certezza di non leggere mai ciò che era stato
scritto. Titivillus agisce anche sulla persona con la più alta moralità, al
momento di una copiatura, e sopratutto nell'atto della traduzione, la sua parte
emotiva interviene, e quindi una ineluttabile distorsione del testo.
2) La tecnica usata è quella che utilizzo da un paio d'anni, grassello di
calce (calce viva) colorata e con l'aggiunta di una colla vinilica che serve
per aggrappare e rendere elastica l’impasto. Il mio Titivillus è la tela
stessa. La tela priva di un supporto solido, fa sì che in ogni colpo di
pennello crea una flessione della tela stessa, e quindi distorce il gesto della
pennellata. Sono partito con il colore rosso che era stato dato per fare il
fondo del pannello , modificandolo sempre con l'aggiunta di pigmenti, in un
solo recipiente il colore, come fosse un messaggio che viene modificato in ogni
passaggio, determinando una continua modifica del primo messaggio e quindi del
colore di base della tela. La continua evoluzione del colore, come avviene per
il significato di un testo rimaneggiato, tradotto, copiato nell'arco dei
secoli.
3) Perché, non è un'arte bere?!

Michele:
1): Bello
2) Rapporto con la natura: il Titivillus, la comunicazione, il dialogo intervengono sul rapporto tra uomo e natura, la disarmonia dell'uomo è il diavolo rispetto all'elemento armonico della natura. l'ordinare la natura per i bisogni dell'uomo è il Titivillus. Oggi ho cercato di liberare la natura.
3) L'arte non è definita, se non nel suo modo di rapportarsi. Bere è rapportarsi e la convivialità è un'opera d'arte!